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Il cd, un formato in disuso

Il cd è morto ? Forse si, ma.....


Il cd è morto e defunto, il mercato è in crisi, le vendite sono visibilmente in calo, ma….

Complice la mancanza di un lettore cd di serie su tutti i nuovi autoveicoli, il cd sembra un formato oramai defunto e sepolto. In realta’ c’è ancora da dire molto su questo formato che negli ultimi anni è stato soppiantato con l’avvento della musica ‘liquida’, come la chiamano gli esperti del settore e i giovani della nuova generazione 00.

Ci stiamo quindi sempre piu’ abituando al formato ‘liquido’ inteso come utilizzo di musica digitale sotto forma di file mp3, flac, contenuti audio in streaming, e chi piu’ ne ha ne metta. Del resto un file mp3 è piu’ pratico, non ingombra, occupa poco spazio fisico in memoria, sia sul telefono che sul tablet o computer. Inoltre con l’avvento dei servizi streaming digitali in abbonamento, come spotify, tanto per citare il piu’ conosciuto, si è ulteriormente evoluto il concetto di file mp3, in quanto lo stesso risulta non essere piu’ necessario per l’utente finale. In questa prospettiva, l’utilizzo di sistemi di ascolto digitali on-line, sembra essere diventato lo standard assoluto, con la possibilita’ di ascoltare in tempo reale le ultime uscite discografiche, senza dovere rincorrere vinile o cd in negozio a prezzi nettamente superiori, ma immediatamente a portata di mano sul proprio telefono. Una bella rivoluzione, vero ?


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Ma c’è una ma…. Tutta questa tecnologia si fonda sul rispetto della qualita’ per l’utente finale ? Questo è il punto centrale, ma non solo. Il formato digitale cancella prima di tutto qualsiasi contatto con il mondo reale, non posso maneggiare il disco, non posso toccarlo, non posso sfogliare le note, leggere i testi, non posso ‘annusare’ la copertina, come accadeva spesso con il vinile. Abbiamo avuto gia’ modo di ricordare sulle pagine della nostra radio come il vinile stia conoscendo un momento assai favorevole, le vendite sono in crescita, alcune aziende hanno riaperto le vecchie linee di produzione, il supporto vinilico sembra risorto dopo un’agonia che durava da parecchi anni. Ma è solo una moda, come è una moda il ricorso al formato ‘liquido’ digitale ?


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Ed è qui che torniamo a parlare di qualita’. Eh si, perche’ è sulla qualita’ dei vari formati che si possono percepire le differenze e quindi, di conseguenza, valutare quale formato risulta essere il migliore.


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Il file mp3 puo’ essere paragonato alla stregua delle vecchia musicassette, ve le ricordate ? 

La qualita’ è del tutto simile, se non per il fatto che il file mp3 non si rovina, non si inceppa, e quando siamo fortunati è privo di qualsiasi rumore di fondo o disturbo. Tanto piu’ il file mp3 è piccolo, in termini di megabyte, tanto piu’ la qualita’ e’ bassa, e la musica è ‘compressa’ eliminando in automatico alcune frequenze. Diffidate quindi di file di dubbia provenienza, la qualita’ sara’ sempre molto discutibile. File mp3 belli corposi, sempre in termini di megabite, quindi meno compressi, sono sicuramente sinonimo di qualita’ migliore, anche se comunque non rappresentano la perfezione. L’importante è che questo concetto sia chiaro.

Se volete una qualita’ migliore utilizzate solo ed esclusivamente file con formato flac e wav. Certo, questi sono formati di alta qualita’, occupano parecchio spazio in memoria, e non sono maneggevoli come gli mp3, ma la qualita’ è tutta un’altra cosa…..


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Poi ci sono le vecchie produzioni discografiche di una volta e le relative registrazioni originali dei dischi in studio. Negli anni 50/60/70/80 queste erano tutte analogiche, effettuate molto spesso su nastro, il quale nonostante l’ampiezza (l’ampiezza era proporzionale alle ‘piste’, ai canali sui quali si registrava), ne comprometteva la qualita’. Cosi’ verso la fine degli anni ‘80 con l’avvento del cd e della digitalizzazione, tutte le vecchie registrazioni analogiche sono state convertite in formato digitale sui computer, e con l’utilizzo di appositi software i tecnici ne hanno ulteriormente elevato la qualita’, eliminando certe frequenze, fruscii, rumori di fondo, etc. Ecco dunque servito il cd che, quando l’incisione e’ proveniente da una fonte sorgente digitale, puo’ garantire una qualita’ tale che nemmeno l’mp3 piu’ recente e’ in grado di regalare all’utente piu’ attento. L’accoppiata vincente e’ quindi : sorgente audio elaborata in digitale e supporto digitale (il cd) non soggetto ad usura come invece accade per il vinile.


Se poi la sorgente digitale è di recente realizzazione, e stiamo parlando di tutte le produzioni discografiche degli ultimi anni, la conversione analogico/digitale non sussiste, e il prodotto finale non puo’ che essere di massima qualita’.

Concludiamo parlando del formato wav, l’unico formato ‘estrapolabile’ dal cd, l’unico file che ha le stesse caratteristiche audio qualitative del cd, poiche’ privo di compressione.

Solo questo file (ingombrante) puo’ competere con il cd, mai nessun altro.

Certo, potremmo ulteriormente dilungarci, come hanno fatto in molti, sulla ‘calorosita’’, la ‘corposita’ del suono del vinile rispetto al cd. Tutto vero, ci mancherebbe altro, tanto che le piu’ recenti ristampe di vinile su supporto da 180 grammi, provengono nella maggior parte dei casi tutte da master digitali, tutti di ottima qualita’, ma questa è un’altra storia….

A noi questo lungo articolo serviva solo per dire ancora viva il cd, evviva la sua qualita’, sempre bello avere tra le mani un supporto da maneggiare, consultare, leggere e archiviare nella propria collezione, magari da esporre in soggiorno assieme alla propria collezione di libri (come per il vinile, di cui siamo particolarmente cultori).


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Formato liquido ? Mp3 o streaming ? Bello, comodo, ma con qualita’ discutibile, da utilizzare in mancanza d’altro, tipo se voglio ascoltare musica in auto e non ho piu’ il lettore cd, oppure sul telefonino mentre sono in sala d’attesa dal medico. Ma anche in questi casi vi posso consigliare di meglio, scaricate la app della nostra radio, consumate poco traffico dati e avete la qualita’ streaming del formato FLAC, del tutto simile al WAV del formato cd.


E come diceva il buon ‘Guido Angeli’ : provare per credere !!!

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